Tutto quello che c’è da sapere sui protagonisti del Longines Global Champions Tour Roma 2018

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Tutto quello che c’è da sapere sui protagonisti del Longines Global Champions Tour Roma 2018.

Il Longines Global Champions Tour Roma 2018 è la 4^ edizione consecutiva di questo prestigioso evento.

Roma è la tappa numero 15 della 13^ edizione del Longines Global Champions Tour; circuito che, a partire dal 2006, ha generato ben 148 eventi compreso quello di Roma, raggiungendo un totale di 30 città e 18 nazioni.

Le Nazioni coinvolte sono state Austria, Belgio, Brasile, Cina, Emirati Arabi, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Messico, Monaco, Olanda, Portogallo, Qatar, Repubblica Ceca, Spagna, Stati Uniti, Svizzera mentre tra le Città ospitanti spiccano Abu Dhabi, Amburgo, Anversa, Arezzo, Atene, Berlino, Cannes, Cascais, Chantilly, Città del Messico, Doha, Estoril, Lanaken, Londra, Losanna, Madrid, Miami Beach, Monaco, Palm Beach, Parigi, Rio de Janeiro, Roma, San Paolo, Saint Tropez, Shanghai, Torino, Valencia, Valkenswaard, Vienna, Wiesbaden.

La stagione 2018 del Longines Global Champions Tour prosegue, quindi, dopo le tappe di Città del Messico, Miami, Shanghai, Madrid, Amburgo, St Tropez, Cannes, Cascais/Estoril, Monaco, Parigi, Chantilly, Berlino, Londra e Valkenswaard.

Ecco, di seguito, gli azzurri impegnati in questa prestigiosa tappa romana.

Luca Marziani:

È aviere capo Luca Marziani, classe 1979, detto il “Marziano”: un soprannome adatto a un cavaliere italiano che, dopo aver collezionato 9 percorsi netti consecutivi nelle FEI Nations Cup, si trova nella short list per i FEI World Equestrian GamesTM di Tryon 2018 (19-23 settembre).
Prima dei Mondiali, un grande avvenimento: “Il Longines Global Champions Tour Roma, un’occasione per pochi. Un circuito ai massimi livelli, che affronterò per la prima volta”, ha dichiarato l’azzurro.

Nato a Civita Castellana, è cresciuto agonisticamente a Roma. Il numero 8 della Ranking italiana ammette: “a dieci anni sognavo di fare il pilota in Formula Uno, oggi posso dire di avere delle Ferrari a quattro gambe”.

Quest’anno, per la seconda volta, Roma accoglie la grande equitazione, offrendo la possibilità, ad alcuni azzurri, di un ultimo confronto prima dei WEG: “Partiamo per i Mondiali con l’obiettivo di acquisire la qualifica per Tokyo 2020, anche se sono convinto che l’Italia possa raggiungere una medaglia. In questa ottica, il Global di Roma diventa strategico, una palestra in casa per potersi esercitare contro i cavalieri migliori al Mondo. E noi non abbiamo nessuna intenzione di essere degli sparring partner”.

Il cavallo di punta di Luca Marziani, lo stallone undicenne dal mantello baio scuro, si chiama Tokyo du Soleil: “così come la città in cui si disputeranno le Olimpiadi 2020. È un cavallo speciale cresciuto sotto la mia sella. Il Global sarà un esercizio per Tokyo, ma contemporaneamente una prova di maturità per Don’t Worry B, il mio secondo cavallo (dieci anni, ndr) con il quale mi impegnerò ad ottenere le qualifiche per il Gran Premio. E poi chissà, un giorno, magari riuscirò a far parte di una squadra della Global Champions League. Sarebbe un bel traguardo, ma per raggiungerlo so di dover contare su più cavalli di prima classe”.
Orgoglioso dei suoi cavalli, l’aviere scelto rivela: “entrambi hanno preso difetti e pregi che mi appartengono. Tokyo è sicuro, ha la testa di un vero leader, Don’t Worry è un ribelle dal temperamento volubile, ma con grandi mezzi e margine di crescita. Tokyo mi ha regalato delle soddisfazioni inimmaginabili, mi ha fatto crescere, ci conosciamo e ci studiamo quotidianamente. Lui è consapevole di ciò che gli accade intorno. Don’t Worry B è il fratello inaffidabile. Deve ancora completarsi fisicamente ed acquisire consapevolezza dei suoi mezzi. Di qualità ne ha tantissima e quest’anno lo sta dimostrando. Diciamo che il primo è l’orgoglio della maestra, il secondo il ragazzo dalle mille doti che non s’impegna”.

Tornando al concorso LGCT Roma, “lo Stadio dei Marmi ha rappresentato, per Raimondo d’Inzeo, il trampolino di lancio a cinque cerchi. E’ in quella arena che ha fatto un percorso di esercizio prima dei Giochi Olimpici 1956 (Melbourne, ndr), per poi portare a casa l’argento individuale e a squadre. Speriamo di imitarlo al meglio!”.

Alberto Zorzi

Due Europei under 21 (Auvers 2007 e Jardy 2010) e una sfida continentale senior (Goteborg 2017) conclusa con un 4° posto individuale.

Il 1° caporal maggiore Alberto Zorzi, padovano classe 1989 – 3° a Città del Messico, 2° a Monaco, 3° a Chantilly e 1° a Berlino (seconda vittoria “Global in assoluto dopo quella di Monaco) – occupa la terza posizione nella ranking provvisoria targata “Longines Global Champions Tour” ed è secondo, con i Valkenswaard United, nella graduatoria della Global Champions League.

Per lui, il Longines Global Champions Tour Roma, sarà una tappa fondamentale. “Arriverò armato di tachipirina, devo riscattarmi dallo scorso anno, poiché a causa dell’influenza non sono riuscito a qualificarmi per il Gran Premio. Devo essere in forma, sia per la classifica individuale che per quella a squadre”.

Fare parte di un team della League “è un privilegio ma anche un impegno che ti regala molte soddisfazioni. I mie compagni di squadra (Marcus Ehning, Jur Vrieling, Bertram Allen, ndr) sono dei campioni. Da loro posso imparare molto

Zorzi porterà Contanga 3, la baia di quattordici con la quale ha conquistato il terzo gradino del podio a Città del Messico e Chantilly. Trapela un po’ di amarezza per la pausa forzata a cui è sottoposta la cavalla di punta, Fair Light Van T Heike: “I cavalli devono essere rispettati, credo sia giusto non far sforzare Fair Light, dopo tutto è una femmina a tutti gli effetti, meglio non farla arrabbiare!”. Caratteristiche che non riscontra in Contanga 3: “Una compagna di gara eccellente, calma e tranquilla, consapevole dei suoi mezzi, forse con un po’ meno di qualità nel salto, ma la differenza la colma con un’attitudine alla gara da fare invidia a molti. Credo lo abbia dimostrato durante la stagione 2018 del Longines Global Champions Tour”.

Giovane e serio, con uno sguardo più maturo dei suoi 29 anni, Alberto è consapevole delle sue responsabilità: “Prima era un gioco, l’importante era vincere. Oggi la mia passione è diventata un lavoro, un mestiere che amo. Non mi sento né arrivato, né un campione, sono semplicemente un ragazzo fortunato con un’opportunità d’oro, e voglio sfruttarla”.

Giulia Martinengo Marquet

Giulia Martinengo descrive il Longines Global Champions Tour Roma con un semplice aggettivo: “Meraviglioso”.

Il 1° Aviere Scelto, classe 1979, friulana di nascita e bresciana di residenza sportiva, ha nel suo palmarés la partecipazione a due Campionati Europei Seniores (Mannheim 2007 e Madrid 2011), sempre in sella a cavalle femmine ed estremamente insanguate: Athletica nel 2007 e Chiclana nel 2011.

Non stupisce, quindi, che allo Stadio dei Marmi “Pietro Mennea”, come secondo cavallo, Giulia porti un’altra ‘ragazza’. Il suo nome è Princy, tedesca di 9 anni: “Si tratta di una cavalla che monto da sempre, da quando aveva 4 anni. E’ sempre stata positiva e rispettosa, ma quest’anno facendo da spalla a Verdine, con la possibilità di saltare in concorsi ‘veri’, ha fatto un salto di qualità eccezionale. E’ per questo che ho chiesto di poter tornare al Global di Roma, un’esperienza fatta già lo scorso anno e che sicuramente ha contribuito alla mia crescita. Sono convinta che confrontarsi con i migliori sia indispensabile per costruire solidi successi e questo è quello che attende tutti noi allo Stadio dei Marmi”.
‘Un susseguirsi di belle sorprese’: così l’amazzone, importante pedina rosa del salto ostacoli azzurro di vertice, sintetizza il suo anno sportivo.
Il 2018 ha portato all’atleta il suo secondo titolo italiano assoluto e la vittoria in Coppa delle Nazioni a Piazza di Siena. Compagna di gara, Verdine.

La storia d’amore tra Giulia e Verdine non è stata sempre semplice. “L’abbiamo comprata in Belgio all’età di 7 anni. Aveva forza, coraggio e sangue, qualità che all’inizio erano quasi esasperate e difficili da gestire. Poi finalmente, quando aveva già 9 anni, durante un concorso a La Coruña troviamo la chiave di volta e le cose iniziano a funzionare. Poco dopo, però, Verdine subisce un grave infortunio e rimaniamo un po’ come sospese. Solo la scorsa estate, dopo un anno, è iniziata la ripresa che ci ha portato qui oggi”.

Oggi si traduce nel Longines Global Champions Tour: “Meraviglioso – ha dichiarato – mi basta una parola per descrivere il Global di Roma; un evento che penso possa davvero arricchire l’esperienza della mia cavalla ed aiutarmi a confermarla ai massimi livelli.”

Lorenzo De Luca

Torna “a casa” per la prima volta dopo la storica vittoria del Gran Premio Roma di Piazza di Siena 2018, vera e propria impresa firmata 24 anni dopo l’ultimo successo azzurro.
Adesso, il “Re di Roma” – così definito dalla stampa coinvolta nell’evento di Villa Borghese – è pronto a scendere in campo per il Longines Global Champions Tour Roma.

Stiamo parlando dell’aviere scelto Lorenzo De Luca, classe 1987, leccese di nascita e “belga di residenza sportiva”.

La sua missione è individuale ma anche di squadra: Lorenzo De Luca, infatti, fa parte del team di casa, i Rome Gladiators, deciso a salire nella graduatoria generale del circuito Global Champions League.
La tappa di Roma è essenziale per i Rome Gladiators, siamo terzi in classifica, e faremo di tutto per migliorare. Credo che l’aria di casa sia un’arma in più e Halifax Van Het Kluizebos sarà pronto alla sfida”. Lorenzo non ha dubbi: il suo fedele compagno di gara, lo stallone sauro undicenne che ha fatto sognare l’Italia con la vittoria del Gran Premio di Piazza di Siena, “è un Gladiatore a tutti gli effetti! Ha un ottimo carattere, è un cavallo speciale, un vincitore che prova sempre a dare il meglio”.

Lorenzo De Luca presenterà in campo anche il castrone grigio Cynar Va. “E’ un buon cavallo – ha commentato – lo monto da poco ma mi sta insegnando molto. Sono convinto che, grazie al supporto tecnico di Stephan Conter, riuscirò a creare con lui il giusto feeling”.
Tra gli azzurri più amati dal pubblico nostrano, Lorenzo è entusiasta al pensiero di partecipare al Longines Global Champions Tour Rome: “il calore italiano non si può descrivere, ogni percorso netto è frutto anche del pubblico”.

Il suo palmares racconta la partecipazione a un Mondiale (Caen 2014), a una FEI World Cup Final (Omaha 2016) e a due Campionati d’Europa (Göteborg 2017; Aachen 2015).
Nel contesto storico del “Longines Global Champions Tour”, è a pari merito con Alberto Zorzi per il numero di vittorie conquistate: due in tutto (Shanghai 2017 e Valkenswaard 2017), che lo hanno condotto fino al 3° gradino del podio finale 2017.

Bruno Chimirri

Io ritengo che il Global a Roma sia uno dei concorsi più belli del mondo, anche perché vedere i più grandi cavalieri del mondo saltare nella città più bella del mondo è la cosa più bella del mondo!”. Queste le parole dell’appuntato scelto Bruno Chimirri, classe 1971, calabrese di nascita, lombardo di residenza sportiva.

L’appuntato scelto Chimirri, due volte co-protagonista di un successo storico – quello in Coppa delle Nazioni a Piazza di Siena 2017 e 2018, dopo 32 anni di assenza azzurra nell’Albo d’Oro del concorso di Villa Borghese – ha al suo attivo la partecipazione a due Europei (San Patrignano 2005, Donaueschingen 2003) e un’Olimpiade (Atene 2004).
Si prepara ad affrontare il Longines Global Champions Tour Roma in sella a Tower Mouche, castrone francese undicenne, sotto la sua sella da quando aveva 5 anni. Casuale fu il loro incontro, immediato fu il colpo di fulmine.

Quando Tower saltava i 4 anni il suo proprietario, Rocco Bormioli – racconta Chimirri – lo aveva affidato ad Arnaldo Bologni, che però, in occasione del Circuito d’Eccellenza non lo poteva montare e così mi chiese di farlo. Fu amore a prima vista! L’anno successivo per 2 o 3 mesi il cavallo mi fu affidato per saltare le gare dei 5 anni. Dopo poco decisi di acquistarlo”.
Alla domanda “Se ti facessero una consistente proposta economica per venderlo la accetteresti?”, Bruno Chimirri risponde: “Io penso che la vendita di un cavallo a questi livelli dipenda non solo dal lato economico. Ad esempio Landknecht, il mio storico compagno di gara (Olimpiadi di Atene 2004, ndr), non si è mai separato da me e ora si gode il suo meritato riposo in un pascolo in Francia. Certo è che ogni uomo, e ogni cavaliere, nella sua vita deve farsi un programma economico, ma ci sono altri aspetti che contano, come il sogno sportivo, che coincide spesso con una medaglia. Io penso che quando ti trovi davanti a questo tipo di scelte, sono proprio questi sogni che ti devono far riflettere. E poi c’è l’aspetto affettivo che ti lega ai cavalli. E poi, alcuni cavalli ti entrano nel cuore e diventano come figli!”.

Bruno Chimirri e Tower Mouche (binomio che figura nella short list per i Mondiali di Tryon 2018, fissati dal 19 al 23 settembre), parteciperanno al Longines Global Champions Tour Roma. Evento che l’atleta definisce “una grandissima invenzione che ha portato questo sport a livelli mediatici impressionanti. Il Global è un circuito top a livello mondiale che negli anni ha saputo portare l’equitazione in luoghi inimmaginabili, incredibili.

Bruno Chimirri ha lasciato la sua regione molti anni fa, pur mantenendo salde le sue radici: “Il sangue che mi scorre nelle vene è quello della mia terra, la mia mentalità è quella del sud, il che significa ospitalità, accoglienza e comunanza. Questo nel sistema sport significa squadra. Significa sapersi sacrificare per un programma comune. La squadra per me è fondamentale e può darti tanto se la vivi con un genuino spirito di sacrificio, se ci credi davvero. Certo l’equitazione può apparire come uno sport individuale dove il singolo cavaliere entra in campo e fa il suo percorso totalizzando un risultato a sé stante. Ma non è così. E’ quando ti senti parte di un team che provi le più belle emozioni. E anche quando tutto non va proprio bene, ma senti di avere intorno a te un gruppo coeso che vuole crescere, che ha una meta condivisa, è allora che lo sport ti appaga davvero, quando senti che siamo in tanti uniti sotto un’unica bandiera”.

Gianni Govoni

Il Global? Una bellissima invenzione”. Queste le parole di Gianni Govoni, altrimenti conosciuto come “The Master of Faster”, appellativo conferitogli dalla stampa straniera proprio in occasione di un sua vittoria “Global” nel 2009 a Rio de Janeiro, in sella a Joyau D’Opal. Successo affiancato dalla vittoria di altre due categorie con Love Affair.

Lo Stadio dei Marmi si prepara ad accogliere più che un atleta, un curriculum vivente: 4 Europei senior (Arnhem 2001, Hickstead 1999, San Gallo 1995 e Gijon 1993), 3 Mondiali (Jerez de la Frontiera 2002, Roma 1998, Den Haag 1994) 2 Olimpiadi (Sydney 2000 e Barcellona 1992) e una finale di Coppa del Mondo (Las Vegas 2000).
Purtroppo, al fine di partecipare al circuito Longines Global Champions Tour – ha dichiarato l’azzurro – devi avere tre “primi cavalli” per poter salire nella FEI ranking. E in Italia non abbiamo tanti sponsor che permettono una scuderia così dotata”.

Sulla tappa romana, commenta: “Grazie a chi ha contribuito nel portare un internazionale 5 stelle di tale caratura in Italia! Ne abbiamo bisogno e, purtroppo, attualmente ce sono solo tre in calendario: Piazza di Siena, LGCT Roma e la Coppa del Mondo di Verona. Peccato che abbiano programmato in contemporanea al Global i campionati italiani giovanili. Far coincidere la data dei campionati con quella del concorso allo Stadio dei Marmi priverà molti giovani dell’occasione di vedere da vicino la grande equitazione. Personalmente, ho preferito portare uno dei miei allievi a gareggiare al Foro Italico. Credo che sia importante assistere da vicino al massimo confronto del salto ostacoli che, normalmente, si può seguire solo in TV”.

“The Master of Faster” scenderà in campo, per il secondo anno consecutivo, nel LGCT Rome, con Antonio, castrone baio olandese del 2005 che sta recuperando il suo stato di forma dopo un infortunio che lo ha tenuto a riposo per 1 anno e 2 mesi. “Io e Bart Gommeren (co-proprietario, ndr) abbiamo preferito lasciargli tutto il tempo per rimettersi in pista. Quella di Roma sarà la prova del 9. Vedremo se ha recuperato al 100 per cento”.
Fa da spalla ad Antonio, una femmina saura italiana di 10 anni: si tratta di Quirama Il Palazzetto. “La monto dall’inizio dell’anno, da quando me l’ha affidata Marcello Carraro. La cavalla non ha molta esperienza ma sta dimostrando di voler far bene tutto quello che affronta”.
Govoni è uno specialista dei cavalli caratteriali e, dal canto suo, Antonio non smentisce il talento del suo cavaliere. “E’ un cavallo molto caldo, che va capito e rispettato. Con lui occorre dosare tutto, dall’allenamento di tutti i giorni al lavoro in campo prova. Per questo lo faccio uscire due volte al giorno, riservandogli anche momenti di libertà in paddock”.

Gianni Govoni ha 51 anni, 41 dei quali dedicati all’equitazione. Il mantra che consegna ai suoi allievi è “Devi saper vincere allo stesso modo in cui perdi. Non credere di essere arrivato quando tutto va bene e non abbatterti nei periodi “no”. I cavalli insegnano questo”.

Emanuele Gaudiano

“Veterano” del Longines Global Champions Tour, il carabiniere scelto Emanuele Gaudiano non è mai mancato all’appello della tappa romana che quest’anno soffia su 4 candeline.

Classe 1986, a 15 anni ha lasciato la sua città, Matera, per inseguire il suo sogno sportivo, prima in nord Italia, poi in Germania, dove risiede tutt’ora. Il suo curriculum ha all’attivo le seguenti partecipazioni: un’Olimpiade (Rio 2016), un Mondiale (Caen 2014), 3 Campionati d’Europa senior (Aachen 2015, Herning 2013, Madrid 2011).
L’equitazione – dichiara – è sempre stata la mia più grande passione”. Talento “made in Italy” al 100% (seguito da Giorgio Nuti e da Gianluca Bormioli), Emanuele dimostra di essere uno sportivo doc, indossando spesso anche i panni del tifoso: “A Roma, le nostre due stelle, Lorenzo De Luca e Alberto Zorzi, hanno sicuramente le possibilità di andare bene. Sono quasi miei coetanei, li ho visti crescere sul campo ed ora è bello vederli vincere”.

L’azzurro affronterà la sfida del Foro Italico con il suo inseparabile Caspar e la velocissima Carlotta, due cavalli molto diversi, ma con grandi potenzialità e tutte le carte in regola per donare delle meritate soddisfazioni al carabiniere scelto: il primo è uno stallone grigio di dodici anni, sotto la sella di Gaudiano da quando ne aveva 4; la seconda è una femmina baia di nove anni. Così ne parla l’atleta lucano: “Caspar è un cavallo un po’ particolare, in grado di saltare tutte le gare del mondo. Sensibile, con grande forza, chiede però di essere montato bene. Carlotta è stata sempre una vincitrice. Mio papà l’ha comprata quando aveva solo due anni. Piccola e insanguata, lei è tutta adrenalina e, se non commette errori, firma un tempo imbattibile”.

Il Longines Global Champions Tour Roma è, per Emanuele, un’occasione per “riabbracciare” la sua Italia. “Un concorso che si svolge in un posto bellissimo – ha commentato– in una città fantastica in cui gli stranieri vengono con molto piacere. Per me, tornare a Roma è un po’ come tornare a casa”.

Emilio Bicocchi

Due edizioni dei World Equestrian Games (Aachen 2006 e Lexington 2010 con Kapitol d’Argonne) e un Campionato Europeo senior (Goteborg 2017 con Sassaia Ares): è il palmares di vertice che porta la firma del 1° aviere scelto Emilio Bicocchi, classe 1976.

Il cavaliere toscano nato a Massa Marittima si prepara ad affrontare, per il secondo anno consecutivo, la tappa romana del Longines Global Champions Tour, in sella a Faliane. La cavalla, figlia del noto stallone Emilion, a soli 8 anni già dimostra di avere le carte in regola per succedere ad Ares. Faliane, secondo Bicocchi è “qualitativa, con grandi doti fisiche e atletiche, ma dal carattere molto femminile e sensibile. Bisogna trovare la chiave giusta nel lavoro di ogni giorno”. Faliane non sarà sola allo Stadio dei Marmi: la scuderia Bicocchi presenterà anche lo stallone undicenne Call Me.
E’ sotto la mia sella da 1 anno e mezzo -spiega l’atleta – ha partecipato a vari Grand Prix internazionali, anche 5 stelle, comportandosi sempre bene, ma la strada è ancora lunga. Non posso pretendere che sostituisca Ares. Ogni cavallo ha diritto al suo percorso di crescita e ogni cavaliere ha il dovere di ricominciare da capo rispettando i tempi del proprio compagno di gara”.

Sul Longines Global Champions Tour Roma, Bicocchi dichiara: “Questo evento è fondamentale per l’equitazione e per il salto ostacoli italiano, perché in confronto a paesi come la Francia dove in un anno si organizzano dai 10 ai 15 concorsi a 5 stelle, da noi ci sono pochissime gare di alto livello, appena tre: Verona, Piazza di Siena e il Global Champions Tour di Roma. Questi appuntamenti sono vitali per gli atleti azzurri perché rappresentano un’importante palestra e una vetrina di grande valore. Allo Stadio dei Marmi si salteranno percorsi di elevata qualità tecnica in un contesto incredibile”.

Il concorso internazionale LGCT Rome è ormai noto per portare “in piazza” lo spettacolo dell’equitazione, il fascino dei cavalli e la magia dell’intesa tra cavallo e cavaliere che si traduce in un percorso di salto ostacoli. Un dietro le quinte che, personalmente, Emilio spiega così: “L’equitazione ha sempre condizionato la mia vita. L’equitazione, prima di essere uno sport, è uno stile di vita e come tale ha un valore essenziale, come collante familiare: condivido tutto questo con mia moglie Nadia, mio figlio Giuseppe e i miei genitori, che vivono il mondo equestre da sempre e che me lo hanno fatto amare da quando sono nato, o forse anche prima”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonte: cs Daniela Cursi//Press Office Longines Global Champions Tour Roma