Reggia di Caserta: ancora una vittima delle botticelle

0 di MaddaVi

È deceduto nei pressi dei giardini della Reggia di Caserta uno dei cavalli che trainano ogni giorno le carrozze colme di turisti.

Insopportabile il caldo torrido e troppo lo sforzo dell’animale: il povero cavallo è crollato a terra verso le 13 di questo pomeriggio, ennesima vittima delle tanto discusse botticelle e dell’egoismo umano. Com’è possibile che nel 2020 ci siano ancora per le strade delle carrozze trainate da cavalli e ad orari improponibili? Com’è possibile che non si riesca a mettere la parola “fine” a questa tortura? Non è possibile vedere dei cavalli trasportare carrozze piene di turisti ad ora di pranzo e con 35/40 gradi.

Le foto della tragedia, pubblicate insieme ad un breve comunicato, sono state postate su Facebook, sulla pagina di ENPA Caserta.

Con profondo dolore prendiamo atto che un povero cavallo è giunto al traguardo della sua esistenza. L”E.N.P.A. ormai da anni cerca in tutti i modi di contrastare questo stupido mercimonio perpetrato ai danni di cavalli fatti schiavi.

Sono anni che le guardie E.N.P.A. intervengono al fine di stoppare questo sciocco esibizionismo di sciocchi turisti che pur di esibire sciocchi selfie, in omaggio all’ostentazione, sfruttano i poveri cavalli che tirano calessi per farsi accompagnare al bagno di Diana o viceversa tornare alla Reggia. Tutto per sentirsi re per pochi istanti e ricalcare i viali che secoli fa, chi veramente era potente, percorreva. Sono anni che si grida a gran voce di porre fine a questo giogo ove a pagarne le pene, visto l’epilogo odierno, sono animali indifesi. Alle nostre grida le risposte, negli anni, sono state sempre le stesse. Sono autorizzati dall’ASL e dalle autorità comunali e del Real Sito. Oggi, con il “traguardo” letale del maestoso equino probabilmente, almeno si spera, questo incosciente modo di visitare un sito monumentale ha termine.”

Sul luogo, poco dopo l’accaduto sono arrivate poi le forze dell’ordine, ma le prime foto divulgate dai turisti sui Social hanno subito fatto il giro del web diventando immediatamente virali e scatenando la rabbia di molti, animalisti e non.