È ora di dire “basta” alle carrozze per i turisti

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Quanto accaduto lunedì 14 giugno a Firenze è solo uno dei troppi incidenti che accadono e che vedono coinvolti cavalli e carrozze nelle città.

Lunedì 14 giugno, infatti, un cavallo grigio si è spaventato e si è dato alla fuga danneggiando due auto, una delle quali del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Fortunatamente, per l’equino non ci sono state conseguenze.

Tuttavia, viene da chiedersi come sia possibile, nel 2021 e dopo anni di discussioni riguardo alle carrozze, che non si sia ancora trovata una soluzione.

Ogni anno, specialmente durante i mesi più caldi, succede qualche incidente o ci si ritrova ad avere a che fare con una tragedia sfiorata o con il decesso di un cavallo che traina una carrozza piena di turisti.

Siamo nel 2021. Esistono i mezzi pubblici, i taxi, le biciclette, i monopattini elettrici e gli esseri umani sono anche dotati di gambe da qualche migliaio di anni a questa parte. Sono davvero così necessarie le carrozze? È davvero così necessario ripiegare su questi mezzi trainati da animali anche sotto il sole e nelle ore più calde?

Anche il presidente di Italian Horse Protection, Sonny Richichi, ha recentemente dichiarato che “Le carrozze sono una forma di sfruttamento ormai inaccettabile nel 2021. Serve preoccuparsi della salute anche degli animali. Perché i cavalli non si imbizzarriscono, ma reagiscono a stimoli negativi o alla paura, reagendo nel modo per loro più naturale: la fuga. Non possiamo additare di responsabilità i cavalli in episodi simili, vuol dire non aver compreso o vivere nell’ignoranza rispetto alle loro caratteristiche etologiche. Le carrozze costringono i cavalli a un’attività forzata, per nulla necessaria, e in un contesto del tutto inadeguato e anche per loro pericoloso come quello urbano. Mettiamo al centro dell’attenzione, in quanto società civile e matura, la tutela degli animali, abbandonando queste pratiche“.

Gli animalisti si scagliano continuamente contro questo mezzo di trasporto e ancora, purtroppo, le carrozze sono presenti nelle città, in luoghi a cui i cavalli non appartengono e dove sono continuamente sottoposti a lavoro e stress inutili.

È ora di dire “basta” a queste carrozze, allo sfruttamento, agli animali sudati sotto il sole cocente ridotti ad affrontare  interminabili ore di viaggio per le strade.

È ora di dire basta al rischio che corrono sia i cavalli che le persone nel caso in cui un cavallo si spaventi e si dia alla fuga. È ora di dire basta a questo incubo.

Le città sono belle da vedere in tantissimi altri modi. Possiamo tutti fare benissimo a meno delle carrozze, turisti compresi.

Le carrozze lasciamole alla disciplina degli Attacchi, ai matrimoni, ai parchi e alle ville. Non è necessario obbligare questi animali a camminare tra le auto, nello smog, sull’asfalto e tra la gente.
È davvero ora di dire “basta”.