CHI Genève: vince Guery, ma De Luca è spettacolare

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Erano 52 i binomi al via in questa 155 a tempo Credit Suisse Geneva Classic che si è svolta nella serata di sabato 10 dicembre.

Di questi, due erano italiani: parliamo di Piergiorgio Bucci con Casallo Z e di Lorenzo de Luca con Limestone Grey.

Tra gli altri, spiccavano: il vincitore della tappa di World Cup Verona Abdel Said in versione Hope van Scherpen Donder; Olivier Philippaerts con H&M Challenge v. Begijnakker Z; Martin Fuchs con Chaplin ed il n°1 della ranking Christian Ahlmann con Caribis Z solo per fare qualche nome.

Piergiorgio Bucci e Casallo Z, tra i primi binomi al via, chiudono la loro gara con 4/62.65″ in ^ posizione.

Lorenzo de Luca e Limestone Grey, invece, terminano con un favoloso netto agli ostacoli nel tempo di 58.69″ che vale loro la 3^ posizione nella classifica finale.
Quello di stasera è stato un percorso davvero mozzafiato: Limestone Grey si elevava sopra ogni salto e Lorenzo sembrava sapere perfettamente come gestire il percorso nei minimi particolari. Una vera dimostrazione di equitazione di alto livello, di determinazione e di eleganza!

Il più veloce si è rivelato essere, alla fine, il cavaliere belga Jerome Guery in sella a Papillon Z. Questo, ha messo la firma sulla categoria andando a superare le fotocellule senza errori nel percorso in 58.29″.
Alle sue spalle, si è aggiudicato la piazza d’onore l’elvetico Romain Duguet insieme alla saura Twentytwo des Biches (0/58.46″).

Un vero peccato, invece, per l’inaspettato ritiro di Kevin Staut e Elky van het Indihof Hdc.
Non si può certo dire che il percorso di stasera non fosse insidioso: tra gli eliminati vediamo Bertram Allen, Werner Muff e Sheikh Ali Al Thani. 

“Stasera il percorso aveva delle difficoltà ben celate e bisognava ragionarci molto. Il muro, ad esempio, è stato sicuramente uno degli ostacoli più errorabili. Il livello della gara era altissimo. Forse, alcuni cavalieri che non hanno schierato il loro primo cavallo, hanno fatto la scelta sbagliata. Questa categoria richiedeva tanta esperienza da parte del cavaliere, certo, ma anche da parte del cavallo. Dove le due cose non si bilanciavano alla perfezione, c’era l’errore. E, questo, è stato evidente.”

Nella classifica sono presenti anche i video di ogni percorso a fianco del nome del cavaliere.
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Foto: WoSJ