Coronavirus: limitiamo i danni, proviamo gratitudine

0 di Carlotta Caminiti

È arrivato il momento di dare fiducia, dare fiducia a chi la merita.

Sicuramente in molti amano tantissimo il proprio cavallo e lo gestiscono quotidianamente, benché viva in scuderia, con tutti gli accorgimenti possibili per mantenerlo sano e sereno il più a lungo possibile. Fate la vostra parte e pagate fior di soldi ogni mese perché il maneggio faccia la sua. Per esperienza so che tante persone che lavorano con i cavalli ogni giorno sono un po’ dei supereroi, perché per farlo bene ci vogliono delle caratteristiche di dedizione al lavoro, rigore, empatia e amore per gli animali che non sono comuni a tutti. È un lavoro duro che non conosce sabati e domeniche. E ora, in questo preciso momento storico in cui il coronavirus ci ha messo realmente in ginocchio, che ci siamo dovuti chiudere tutti in casa e che nella maggior parte dei maneggi è negato l’accesso alle persone dall’esterno, dovete capire se chi si sta occupando quotidianamente del vostro cavallo ha queste caratteristiche. Chi le ha, come abbiamo detto, è un supereroe a cui dovete dare la massima fiducia e per cui dovete provare molta gratitudine. Provare gratitudine è un’abilità non comune a tutti, credetemi; gratitudine perché mentre voi siete a casa ad aspettare che la vita torni alla normalità, queste persone sono in scuderia a gestire i cavalli di tutti, al meglio che possono. Mi raccomando, non fate che alla faticosa gestione dei cavalli si sommi anche la gestione telefonica di proprietari ansiosi e poco fiduciosi, perché sono sicura che in molti non se lo meritano.


Come ben sappiamo i cavalli hanno delle esigenze quotidiane non procrastinabili e, in un periodo come questo, chi se ne occupa prova come può a soddisfarle tutte, non sempre riuscendoci appieno, proprio per colpa dell’orologio. È proprio una questione di numeri, quando ad esempio si è in 3 persone a gestire 50 cavalli è molto difficile dedicare a ciascun cavallo il tempo che servirebbe e inevitabilmente bisogna fare delle scelte. La cosa più importante è fare le scelte giuste, con la consapevolezza di quali siano le problematiche possono emergere se si omette di avere certe accortezze. Conoscere i singoli cavalli in questo frangente può aiutare moltissimo. La cosa più importante in assoluto è certamente riuscire a garantire a tutti i cavalli del movimento quotidiano, e non rinchiuderli nel box giorni e giorni senza farli mai uscire. Ed è importante tenere aperte tutte le finestre della scuderia, sia sull’esterno che su corridoio, per dargli la possibilità di partecipare attivamente con lo sguardo a cosa succede in scuderia e viversi anche quello che avviene fuori. Se sporcano il corridoio pazienza, tanto sicuramente non verrà nessuno da fuori a vederlo.


Chi è più fortunato ha una giostra e in una situazione come questa la giostra dovrebbe andare a ciclo continuo; 20 minuti per ciascun cavallo sia al mattino che al pomeriggio. Non è necessario che i cavalli stiano troppo tempo in giostra a fare un lavoro alienante (camminare in tondo per ore non sarebbe divertente per nessuno), ma il suo utilizzo per un periodo adeguato, almeno un paio di volte al giorno, gli permette di uscire a camminare fuori dalla scuderia e dunque muoversi cambiando aria. Se poi la vostra scuderia non ha finestre sull’esterno, è ancora più importante che apriate quelle sul corridoio e che garantiate al cavallo un accesso sull’esterno almeno una volta al giorno, per fare che rimanga il più tranquillo e sereno possibile. Se avete qualche paddock, anche piccoli, utilizzateli tutti senza remore. Se ne avete di più grandi divideteli con paletti provvisori e fettuccia così da ricavarne di più. Per lasciare fuori i cavalli bisogna solo avere qualche semplice accorgimento, soprattutto per quelli che non sono abituati ad uscire. Ricordatevi che non esistono cavalli che non sanno stare fuori, esistono però cavalli che l’uomo ha confinato in box per la maggior parte della loro vita e che quindi hanno perso l’abitudine di starci. Ma vi assicuro che è un’abitudine che riacquistano molto velocemente senza problemi, se fate però le cose con la testa; i cavalli devono stare vicini ai loro simili, mai fuori da soli, sono animali predati, da soli si sentono persi. Fuori senza erba e nulla da mangiare si annoiano e hanno il tempo per pensare a fare le rallegrate che tanto vi preoccupano, fate in modo che siano impegnati mettendogli fuori fieno ed acqua e a fianco un cavallo con cui vanno d’accordo per socializzare. In questo modo romperete il ghiaccio con il discorso “paddock”, farete in modo che il cavallo non patisca il confinamento forzato nel box troppo a lungo e che abbia la possibilità di muoversi, dettaglio non da poco in un momento in cui muovere un’intera scuderia di cavalli in poche persone, può essere un problema non da poco. Potete far girare i pochi paddock che avete garantendo a ciascun cavallo un paio d’ore fuori o anche una sola ora se non si può fare di meglio. Ricordatevi che fuori, oltre a potersi muovere, non sporcano la lettiera e non respirano la polvere tipica anche delle scuderie più pulite. Se avete sia i paddock che la giostra ancora meglio, potete alternare uno al mattino e l’altro al pomeriggio. Questo tipo di gestione vi consentirà di avere un lavoro routinario semplice, che garantisca a tutti i cavalli di muoversi e che, con molta probabilità, vi lascerà anche del tempo per montare o girare i cavalli alla corda. Anche l’alimentazione va un po’ rivista dato che i cavalli si muovono sicuramente meno del solito: i dosaggi del concentrato (mangime) vanno calati per lasciare spazio a pastoni ricchi di fibra. I pastoni a base di barbabietola sono perfetti (Special Beet Palazzetto o Fiber Screen Cortal): sono bagnati e dunque reintegrano una buona quota di acqua (1/2 kg con 3l di acqua calda) e in più hanno tanta fibra e dunque favoriscono il buon funzionamento dell’intestino. L’intestino è proprio il punto, quando i cavalli si muovono poco l’intestino lavora meno e i cavalli rischiano di sviluppare coliche da costipazione, quindi bisogna mettere in campo tutte le armi che abbiamo per evitare che questo avvenga. Per favorire la motilità intestinale, oltre ai pastoni ricchi di fibra, si possono aggiungere integratori a base di probiotici e anche dei reidratanti, così da incentivare i cavalli a bere di più. Le polveri messe nel pastone bagnato vengono in genere assunte tutte dai cavalli, senza alcun problema.
Fasce e coperte non vanno mai lasciate su per più giorni consecutivi: le fasce non sono quasi mai indispensabili, quindi se non potete toglierle e metterle tutti i giorni non fatele proprio, non gli capiterà nulla se non portano le fasce per qualche settimana. Sarebbe peggio lasciarle su ad oltranza con il rischio di sviluppare fiaccature o vere e proprie compressioni sui tendini.
Le coperte ancora non si possono eliminare del tutto perché la temperatura non si è alzata abbastanza, ma bisogna toglierle almeno a giorni alterni. Eventualmente potete lasciarli qualche ora senza niente addosso al pomeriggio, se la temperatura si scalda, così la pelle respira e loro sono sicuramente contenti.
Ricordatevi, che in questo momento di emergenza, con i cavalli in scuderia dovete uscire dagli schemi per fare il meglio per loro e non continuare a fare quello a cui siete abituati, solo perché vi fa restare nella vostra zona di comfort.
Quindi, poche linee guida che possono fare la differenza e mi raccomando ricordatevi che non vedere il proprio cavallo per un po’ è nulla in confronto a quanto sta succedendo oggi in Italia.
A chi lavora in prima linea per aiutare gli ammalati, soprattutto medici ed infermieri ma non solo, dobbiamo dimostrare il nostro rispetto e la nostra gratitudine, proprio cercando di proteggere le persone che abbiamo intorno, rimanendo a casa e avendo piena fiducia nelle persone chi si occupano dei nostri interessi, cavalli compresi. Ci sarà tempo, quando sarà passata l’emergenza, per tirare le fila e capire se le cose sono state fatte con le giuste motivazioni, competenze e abilità, caratteristiche tipiche dei supereroi, esattamente come la capacità di provare gratitudine.
Non è solo cosa fai che definisce se sei un supereroe o no. È come lo fai e soprattutto perché (cit. Claudio Belotti)
#iostoacasa

Carlotta Caminiti DMV

Centro Veterinario Equino Le Cicogne
www.lecicogne.com

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