Eremo del Castegno zoppo? Truppa nel mezzo di un’altra bufera

0 di MaddaVi

Nessuno ha certo dimenticato tutte le polemiche riguardanti la vendita di Eremo del Castegno avvenuta nell’inverno 2015.

Il cavallo, a otto/nove mesi dall’Olimpiade di Rio era stato venduto al Brasile, paese ospitante dell’evento.

Tuttavia, in questa compravendita, fin da subito c’è stata una grande mancanza di chiarezza.

Mentre Truppa dichiarava al compratore brasiliano il perfetto stato di salute del cavallo, alla FEI raccontava un’altra versione secondo la quale Eremo sarebbe stato in condizioni fisiche tali da rendere impossibile la partecipazione alle Olimpiadi.

A raccontare questa vicenda è il cavaliere Dr. Jorge Ferreira da Rocha, che ha deciso di rendere pubblico tutto l’accaduto dal suo punto di vista tramite una lettera che riporteremo interamente a seguire.

Consapevole della menzione del mio nome in un procedimento legale dinanzi alla Corte italiana, in dichiarazioni ufficiali della Federazione Italiana di Sport Equestri (FISE) e nella stampa specializzata, ho deciso di rispondere apertamente.

Solo di recente sono venuti a conoscenza i fatti scioccanti che comportano la trattazione di “Eremo del Castegno”. Credo che ormai, con la rapida diffusione di notizie su Internet, questi fatti non siano sconosciuti da una parte significativa della comunità equestre di dressage. Tuttavia, rimane celata la stori dietro l’acquisto di “Eremo del Castegno”.
Sto avanzando per renderlo pubblico, motivato dalla credenza autentica che il benessere degli animali è di fondamentale importanza nel nostro sport e che sia realizzato e conservato solo attraverso il comportamento immacolato di tutte le parti coinvolte. Soprattutto, la decenza e l’onestà devono prevalere. Qualsiasi o chiunque non guidato da questi principi non dovrebbe mai far parte del mondo dei cavalli.

Vincenzo Truppa, ex proprietario di “Eremo del Castegno”, cavallo che ho acquistato nel dicembre 2015, è protagonista di una serie di atti fuorvianti che hanno profondamente e negativamente influenzato la comunità che ho citato sopra, tutto il personale di Vila Quijote e me stesso, soprattutto. Come membro della FEI, sento che tutti gli altri membri della FEI sono stati altresì colpiti.

Fatto numero uno: “Eremo del Castegno” è stato oggetto di un contratto legale costituito per garantire la sua partecipazione ai Giochi Olimpici, che si terrà a Rio de Janeiro, in Brasile, nel 2016. Secondo questo strumento giuridico, “Eremo del Castegno” doveva essere messo a disposizione della Federazione Equestre Italiana (FISE), insieme a Valentina Truppa e rappresentare l’Italia in occasione della manifestazione. A tal fine, un sostanziale sostegno finanziario è stato garantito negli anni 2012-2015.

Ho appreso che Eremo del Castegno era in vendita. Ero interessato.

Fatto numero due: nel mese di dicembre 2015, Truppa ha inviato una lettera alla FISE, comunicando le proprie intenzioni di vendere “Eremo del Castegno” e scoprendo la motivazione di una decisione del genere: Eremo non era più in grado di competere. Allo stesso tempo, però, Truppa mi rivolse una email, affermando che “il cavallo non è mai stato zoppo e che la sua parola come giudice di cinque stelle era una garanzia”, esplicitamente e fortemente obiettando le mie richieste di indagini più dettagliate (Ossia MRI) su questioni di salute del cavallo.

Mi sono sentito obbligato a credere nella parola di un uomo che lavora nel cuore della FEI.

Fatto numero tre: In attesa dei risultati dei test di doping – e ancora in pieno merito alle dichiarazioni e alle richieste di Truppa – l’accordo è stato concluso l’accordo, basato su risultati accettabili nell’esame clinico di Eremo.
Nel gennaio del 2016 ho appreso che il sangue desegnato per lo screening doping al momento dell’esame clinico era stato scartato sulle richieste di Truppa. Inoltre, secondo il signor Truppa, “c’era un accordo in questo caso con l’acquirente”.
Non è possibile. Non parlo inglese. Non ho mai parlato con il signor Truppa, né ho mai inviato un messaggio di posta elettronica. I campioni di sangue per lo screening di droga non sono mai stati inviati al laboratorio a causa dell’intervento di Truppa e senza il nostro consenso o conoscenza. Tutti gli altri esami del sangue sono stati eseguiti di conseguenza.

Ora è chiaro perché i problemi di salute sono sorti dopo l’acquisto. Truppa non mentiva alla FISE. Ci sono state limitazioni alla salute per le prestazioni, come afferma nella sua lettera alla federazione. In seguito a questi limiti, Eremo non avrebbe potuto competere ad alto livello.
Ha avuto nuovamente ragione il signor Truppa, che ha dichiarato questo dinanzi al tribunal, mentre è stato perseguito per violazione del contratto e compromissione finanziaria e morale impingue alla vostra Federazione Nazionale.

Partecipare alle Olimpiadi in casa era stato il mio sogno di uomo di 70 anni.

Ma, fortunatamente, era solo una parte molto piccola dei sogni che ho cari: sogno di vedere tutti nello sport trattare i cavalli e le persone coinvolte con tutto il dovuto rispetto. Sogno che tutti nello sport condividano la stessa gioia che sento quando cammino nella mia scuderia ogni mattina per salutare i miei cavalli. Dio ci ha resi amici, me e Eremo, e fortunatamente abbastanza per avere questa esperienza insieme. Lui mi saluta sempre, desiderando le sue mele al mattina. E assicuro di avere un intero team che lavora per la sua riabilitazione, una scuderia molto confortevole per rilassarsi e tutta l’attenzione, il rispetto e l’apprezzamento che merita.

Nonostante abbia settant’anni non sono sconosciuto alla comunità equestre. Oltre ad aver cavalcato per 30 anni, sponsorizzando molti spettacoli internazionali e lo sport di dressage nel mio paese e all’estero, partecipare ai Giochi Olimpici non era una novità per me, in quanto avevo già rappresentato il Brasile a Sydney, come cavaliere di dressage, nell’ anno 2000.

Da parte mia non mi aspetto niente. Le sofferenze dei danni causati da questi atti sono irreparabili.

Per finire, dopo aver appreso delle circostanze della trattazione di “Eremo del Castegno”, non è comprensibile che, con i nostri principi e aspettative così divergenti, siamo membri della stessa Federazione Equestre Internazionale.
È al di là della mia comprensione che la FEI, a conoscenza di questi fatti, abbia ancora il tuo nome nell’elenco dei giudici ufficiali internazionali. Oppure che hai cavalli sotto la tua supervisione.

Come ho detto all’inizio di questa lettera, soprattutto, la decenza e l’onestà devono prevalere. Tutti o chiunque non guidati da questi principi non dovrebbe mai far parte dell’industria del cavallo sportivo.

Questo è il motivo per cui ho deciso di venire pubblico, in speranza gli interessi dei cavalli rimangono una priorità, garantendo una lunga vita a tutte le discipline equestri.

Il carteggio, i documenti citati dal cavaliere brasiliano parlano chiari: Eremo non era in forma, ma si era dichiarato il suo (falso) benessere prima della vendita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: documenti/lettera aperta
Foto: FB