Overblanketing: non una patologia ma sicuramente un disagio [PARTE 2]

0 di Carlotta Caminiti
cavallo nel paddok troppo coperto

La moderna tecnologia nel tessile sta venendo incontro anche ai cavalieri più esigenti, confezionando coperte leggere ma molto calde, che possono bastare anche da sole a mantenere i cavalli caldi nei periodi più freddi dell’anno.

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A chi è abituato a tosare il cavallo tutti gli inverni e a coprirlo all’inverosibile per la paura che senta freddo, sensazione che spesso deriva dalla nostra percezione delle temperature esterne e non dalle reali esigenze del cavallo, rinunciare a 1 o 2 coperte potrebbe sembrare un sacrilegio, ma il sistema per proteggerli dal freddo senza caricarli di tutto questo peso oggi per fortuna c’è.

I fratelli D’Inzeo probabilmente mettevano le coperte dell’esercito della seconda guerra mondiale sulla schiena dei loro cavalli, perché allora non esisteva nulla di meglio. Oggigiorno, per fortuna, ci siamo evoluti e i 30kg almeno di coperte possono essere ridotti di più della metà, se ci si avvale di tessuti tecnologici capaci di prestazioni ottimali. E per prestazioni ottimali intendo coperte che mantengono la temperatura corporea impedendo la dissipazione del calore, senza pesare eccessivamente. Un po’ come l’abbigliamento da sci per umani: non si vedono più sciatori imbacuccati con giacche e maglioni uno sopra all’altro come l’omino Michelin!

In fondo noi ci siamo evoluti nell’abbigliamento, ed è giusto che lo si faccia anche con i nostri cavalli utilizzando magari una sola coperta costosa, invece di 2 o addirittura 3 di cattiva qualità. Purtroppo, tutto ciò che serve per montare a cavallo al meglio sembra avere la priorità nella testa di molti cavalieri: spenderebbero fortune in selle, sottosella, finimenti, stinchiere e quant’altro, continuando però a rimettere il cavallo in box con una valanga di vecchie coperte pesanti sulla schiena, non rendendosi conto del fastidio che gli procurano.

cavallo troppo coperto in inverno

È vero che ci sono cavalli più o meno freddolosi e che di questo bisogna tener conto, ma in realtà l’approccio con le coperte non è che cambi di tanto, perché le coperte migliori sono in grado di sopperire alle necessità termiche di ogni cavallo. I tessuti tecnici sono in grado di creare un cuscinetto di aria calda tra la pelle e la coperta stessa, capace di mantenere l’animale in uno stato di comfort senza che sudi o abbia freddo.

Nella mia continua ricerca di soluzioni innovative che mi permettano di avere in scuderia cavalli coperti adeguatamente senza che debbano patire alcun vincolo di movimento, ho pensato più volte che la soluzione migliore fosse di utilizzare un unico piumino di buona qualità e di un peso adeguato alle caratteristiche del cavallo: cavalli particolarmente calorosi o freddolosi, tosati, anziani, etc…

Ma se non dovesse bastare cosa si può associare al piumino evitando, appunto, l’effetto omino Michelin?

Recentemente mi sono imbattuta in un prodotto semplice ma validissimo, assolutamente innovativo e alla portata di tutti. È una copertina della Ghibli Horse Underwear, azienda tutta italiana, nata con tecnica davvero innovativa. Si tratta di un “pigiamino” vero e proprio, confezionato con un tessuto tecnico elastico molto resistente. Rimanendo comodo ma ben aderente al cavallo sotto al piumino o ad altri tipi di coperte, favorisce lo sviluppo di un microclima molto favorevole tra il pelo e la coperta. Con un aspetto liscio all’esterno e garzato nella parte che è in contatto con la pelle, questa copertina, che non arriva a pesare 1 kg, oltre a tenere caldo il cavallo, è traspirante permettendo al sudore di affiorare in superficie, un po’ come fa il pile, previene le fiaccature soprattutto sul petto, incubo di molti cavalieri, ed è molto comoda e leggera per il cavallo, caratteristica per me fondamentale. In più ha il grande vantaggio di non permettere al truciolo e alle altre lettiere di attaccarsi, rimanendo in ordine senza bisogno di essere continuamente spazzolata. Quando è sporca si lava facilmente in lavatrice, operazione che dato il peso e le sue caratteristiche può essere fatta tranquillamente più volte nel corso di una stagione.

coperta leggera per cavalli

Molti di voi conosceranno già altri prodotti simili, ma quasi tutti con finalità differenti; tutine in lycra con cappuccio utilizzate spesso nei Quarter Horse da gara per mantenere in ordine pelo e criniera, o altre che vengono utilizzate per i cavalli da dressage e da concorso per proteggerli dalle fiaccature, causate spesso, al garrese o sul petto, dalle altre coperte più pesanti, anche le migliori, quando sono a diretto contatto con la pelle.

Molti anni fa avevo una copertina simile che mi era stata regalata, lana pesante all’esterno e agnellino sulla pelle. Questa antenata della Ghibli, ai tempi mi sembrò fantastica, ma a causa della pesantezza dei materiali con cui era fatta, alla fine non l’ho più utilizzata. I cavalli, infatti, odiano sentir caldo, ce ne sono alcuni che pur di togliersi di dosso la causa del loro disagio, riducono le coperte a brandelli o, quelli più bravi, se le sfilano come il mago Houdini. Noi abbiamo Crigolo che è bravissimo a farlo, in tanti anni non sono mai riuscita a vederlo direttamente ma, dopo nottate di clima più mite, al mattino lo trovavamo “nudo” con la coperta intatta ma in terra seppellita nel truciolo. Sono sempre stata affascinata da questi personaggi così scaltri, e ancora adesso non ho idea di come facciano, ma bisogna considerare che questo comportamento è il loro modo per dirci che hanno caldo e che stiamo utilizzando coperte inadeguate e fastidiose.

Quando si parla di cavalli, tutto ciò che è caldo e leggero va tenuto sempre ben in considerazione, proprio per garantire a loro il massimo del benessere e a noi, che li dobbiamo gestire tutti i giorni, il massimo della praticità. Riducendo il numero di coperte puntando su poche ma buone, infatti, i costi di gestione saranno più o meno gli stessi, ma tutto il tempo e la fatica che in inverno impieghiamo per mettere e togliere coperte pesantissime, a scapito della salute delle nostre spalle, si ridurrà notevolmente. Oltretutto, queste copertine della Ghibli, dotate anche di una pratica panciera, si possono lasciare sotto la coperta da esterno quando si mettono i cavalli al prato, mantenendo il cavallo bello caldo anche nel passaggio tra la coperta da box e quella da paddock.

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Le coperte da paddock, invece, che purtroppo in pochi utilizzano perché nei maneggi la buona abitudine di mettere i cavalli al paddock sembra essere un optional, a mio avviso, necessitano di una cura ancora maggiore nella scelta: è, infatti, particolarmente importante fare attenzione a che tipo di coperta si acquista, perché molto spesso le coperte da paddock vengono vendute con la dicitura “impermeabile” quando nella realtà non lo sono del tutto. Molte, infatti, quando piove molto si impregnano d’acqua e poi fanno una gran fatica ad asciugare. La pioggia tende a filtrare dal collo bagnando l’imbottitura interna, quella a contatto con l’animale, lasciandolo umido o addirittura zuppo per ore. Infilando una mano sotto la coperta, a livello del collo, si può facilmente verificare in che condizioni è il mantello in quel momento, la sensazione sotto la mano dovrebbe essere di calduccio e asciutto e non di umido o bagnato.
Esistono però coperte apposite per cavalli che vivono sempre al paddock, studiate per impedire che acqua e umidità passino negli strati a diretto contatto con l’animale, lasciandolo sempre bello asciutto.

 

Come abbiamo visto, le variabili che riguardano la gestione invernale dei cavalli sono moltissime, ma la cosa che è sempre bene ricordare è che la loro percezione del freddo non è come la nostra e che per loro sentire caldo e avere un eccessivo carico di coperte sulla schiena può essere un reale motivo di disagio, a cui si può facilmente ovviare facendo una scelta oculata sulle coperte da utilizzare, soprattutto in termini di qualità e tipo di tessuto.

Carlotta Caminiti DMV

Centro Veterinario Equino Le Cicogne
www.lecicogne.com

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