I cavalli dell’estremo: qualche risposta dalla scienza

4 di Skeepy

Certi cavalli ci sorprendono per la loro capacità adattativa a condizioni di vita estreme. Dall’Africa all’Asia, hanno imparato a sopravvivere a 6000 m di altitudine o  sopra la sabbia secca a 70°. Le loro facoltà interessano il mondo scientifico da vari anni. Gli studi ci forniscono preziose informazioni.. una ragione in più per ammirare queste razze di cavalli.

L’adattamento all’ambiente è una delle condizioni chiave della sopravvivenza di una specie. Il cavallo non  fa eccezione:  è capace di vivere sotto quasi tutti climi e a quasi tutte le latitudini … Solo l’umidità sembra non piacergli ! Non è un caso che certi pionieri del momento d ‘ oro delle esplorazioni dell’artico ed antartico, hanno scelti dei “pony siberiani” per assecondarli nelle loro missioni.

cavalli namib

Anche quando li pensiamo condannati a sparire dopo averli abbandonati in un deserto, i cavalli sopravvivono. Quali sono questi equini dell’estremo, e i misteri dei loro geni o del loro sangue ?

I piu resistenti all’altitudine

La catena dell’Himalaya è spesso soprannominato “il tetto del mondo”. Conta le cime più alte del pianeta, culminando a più di 8000 m, circondato di vallate di 4000 a 5000 m. Un europeo perso in quelle zone rischierebbe di soffrire del ” male acuto delle montagne”, un sindrome legata al salire in altitudine, che provoca mal di testa, vomito e una grande stanchezza. I Tibetani ne sono geneticamente immuni.

Senza essere particolarmente cavalieri, i popoli tibetani hanno adottato il cavallo accanto agli Yaks. I primi sono preziosi per permettere spostamenti più veloci e una buona gestione dei branchi, i secondi portano pesi e forniscono il latte. Questi cavalli si declinano in varie razze, di cui gli Hequ e gli Zanskari.

L’Hequ, spesso confuso con il pony Tibetano, è un piccolo cavallo culturalmente Tibetano e “amministrativamente” Cinese. All’interno dei cavalli “Cinesi Nativi” ne  è  il più grande e il più solido, con un’altezza media di 1m40.  L’Hequ è un modello intermediario tra il sella e il tiro leggero, il che  permette di evitare lo statuto di pony. Il futuro di questa razza è piuttosto oscuro, ed in effetti i giovani pastori tibetani preferiscono sempre di più la moto per i loro spostamenti, per la grande disperazione degli anziani che temono l’estinzione del simpatico piccolo cavallo.

cavallo hequ

Un studio sui geni dell’ Hequ e la loro relazione con l’adattamento all’altitudine, ci dice che questo cavallo ha subito una forte pressione dalla selezione naturale, fattorizzando gli animali più adatti  a gestire l’ossigeno, con un petto più largo, dei polmoni più voluminosi e una taglia più alta; questi cavalli si sono “trasformati” geneticamente e morfologicamente per adattarsi  alle costrizione dell’Himalaya.

Un’altra razza da altitudine  fatta oggetto di studio,è  il pony di Zanskar o Zanskari: una razza seriamente minacciata dall’inizio del XX secolo, al punto tale che ne rimangano solo un centinaio di individui  puri:  il governo indiano ha creato un uso militare oltre che patrimoniale, per preservare questo pony di circa 1m30..

pony zanskar

Nella regione contestata del Jammu e Kashmir, i conflitti sono frequenti tra India e  Pakistan, e in caso di necessità, l’esercito indiano adoperava dei muli..ma questi animali si adattavano male alle montagne,mentre  il pony dello Zanskar, si adattava perfettamente, e dal 2007 viene usato per questo scopo.

I ricercatori indiani si sono interessati alla composizione del suo sangue:  stranamente i puledri nascono con un  tasso più alto di emoglobine, di ematocrito e d’eritrocito rispetto agli adulti, che si abbassa col tempo. Un’altra forma di adattamento  all’altitudine, è il sangue: essendo più efficace per trasportare l’ossigeno fino ai muscoli.

Il piu resistente alla sete e al calore: il cavallo di Namib 

Cambiamo continente:  il cavallo del Namib è un vero combattente. Strappati dai verdi prati tedeschi, i loro antenati sono giunti nel deserto del Namib, dove dei coloni tedeschi scavavano le miniere di diamante all’inizio del XX secolo; abbandonati  a se stessi durante la prima guerra mondiale, sopravvivranno con un pozzo d’acqua artificiale.

In estate, la temperatura al suolo si avvicina ai 70°, abbastanza per sciogliere gli zoccoli dei cavalli ! Eppure i cavalli del Namib imparano a stare senza acqua per 30 ore d’estate e fino a 72 ore d’inverno.

cavallo namib

Come hanno fatto questi cavalli originari della Germani ad adattarsi al deserto, un biotipo agli antipodi di quello da cui provengono ? Una ricerca genetica ci dà in parte la risposta. I cavalli del Namib appartengono alla stessa grande famiglia dei cavalli arabi e berberi, molto conosciuti per le loro resistenze alle difficili condizioni del deserto. E’ probabile che la selezione naturale abbia tenuto in vita solo quelli di cui il patrimonio genetico permetteva di resistere. Nei gli anni ’90 un po’ di sangue ha rivelato che i cavalli del Namib portano una variazione unica al mondo, questa mutazione ha probabilmente salvato loro la vita…

Il più settentrionale: il pony Lakoute 

Ripartiamo in Asia, in una regione della Siberia poco conosciuta: la lakoutie

Da lontano, il pony Lakoute assomiglia a un Shetland ipertrofiato: stessa grossa testa biricchina, stesse orecchie corte e larghe che puntano, stesso pancione, stessa pelliccia fornita, se non che fosse che è più alto…con una media di un metro 38 al garrese.

pony lakoute

Il pony Lakoute sopporta fino a – 70° e può vivere al di la del circolo polare artico. In inverno scava fino ai 50 cm in profondità per trovare vegetazione gelata. Allevato all’esterno, il pony Lakoute può sopravvivere senza contatto con gli umani, accumulando il massimo di energia e di grasso durante i quattro o cinque mesi senza neve, dandogli quell’apparenza da orso in autunno.

Potremo pensare che ha sempre vissuto in quel territorio ghiacciato, ma non è cosi; uno studio del 1998 ha confermato una parentela del pony Lakoute con….I cavalli dell’Asia centrale Akhal-Teke, Caspio e Arabi. Dimostra che delle popolazioni umane hanno migrato con quei pony in un tempo molto lontano, forse poco dopo l’addomesticazione del cavallo, di cui sappiamo, si è  prodotta nelle steppe d’Eurasia. I Lakoute hanno avuto centinaia di anni  per adattarsi al loro nuovo biotipo.

F.D