Una dieta corretta: il miglior alleato per la vittoria

0 di Carlotta Caminiti

Alimentare un cavallo sportivo con quello di cui ha realmente bisogno può davvero fare la differenza per la sua salute e la qualità delle sue prestazioni sportive.

Sono molte le persone che scrivono per chiedermi consiglio sull’alimentazione del loro cavallo e, spesso, alla descrizione di quello che mangiano, rimango sorpresa dalle variegate, creative e spesso inadeguate abitudini alimentari a cui devono sottostare molti cavalli. Questo perché in molti tendono a seguire regole ereditate dai tempi in cui ancora si sapeva poco della fisiologia del cavallo e delle loro reali esigenze nutrizionali.

Il fieno è la parte più importante dell’alimentazione di un cavallo, ma il concentrato, in genere un insieme bilanciato di cereali e leguminose uniti in un’unica miscela che generalmente contiene anche un’integrazione più o meno spinta di vitamine, sali minerali e grassi, dovrebbe coprirne le carenze oltre a fornire al cavallo le calorie necessarie a svolgere al meglio la propria attività. In certe situazioni privilegiate in cui ci sono buoni pascoli, il foraggio è ricco e tagliato ed essiccato nel momento giusto, il fieno da solo potrebbe addirittura bastare a cavalli che non lavorano, senza che sia necessario aggiungere alla dieta proteine e sali minerali. Ma le calorie fornite dal fieno, anche se buono, non possono certamente sopperire da sole alle esigenze di cavalli sportivi a cui è richiesto un lavoro muscolare serio, anche se più o meno impegnativo.

Di mangimi per cavalli in commercio ce ne sono tanti e diventa difficile fare una scelta giusta, se non si è degli esperti e non si riescono ad inquadrare le reali necessità di quel particolare soggetto. Spesso, purtroppo, ai cavalli che vivono nella stessa scuderia viene dato a tutti dato uno stesso mangime di base, anche se nella realtà non possono avere tutti le medesime esigenze nutrizionali.

Una dieta studiata appositamente per un particolare cavallo, in funzione della sua condizione fisica e attività, dovrebbe evidenziare per lui un giusto concentrato da associare ad un fieno di qualità che, somministrato nelle giuste quantità, possa sopperire alle reali esigenze nutrizionali di quel cavallo, in quella specifica fase della sua vita. Ritengo che un passaggio fondamentale del concetto “benessere del cavallo”, sia proprio avere ben chiaro cosa, quanto e quando deve mangiare.

Proprietari e cavalieri si devono rendere conto che tutti i cavalli, soprattutto se fanno sport o sono stati introdotti alla carriera riproduttiva, hanno esigenza di mangiare razioni ben bilanciate in termini di cereali, vitamine, minerali, proteine, grassi, ecc…

Dico questo perché nella realtà sono molti i cavalli sovralimentati di concentrati, ma con razioni di fieno comunque insufficienti, nel tentativo di risolvere un problema di peso o di energia.

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Aumentare la dose di mangime non è la soluzione, anzi, spesso può addirittura peggiorare la situazione, scatenando patologie serie come ulcere e nei casi più gravi anche coliche. Dunque la scelta di un concentrato dovrebbe essere fatta anche considerando la quantità e la qualità del fieno che ha a disposizione l’animale, in modo da sopperire alle carenze con quello che realmente manca.

Ad esempio, cavalli alimentati sempre con fieni di erba medica particolarmente ricchi di proteina, come ad esempio molti Quarter Horse, avranno necessità di assumere meno concentrati rispetto ad altri alimentati con normali fieni di prato stabile, se non si vuole sforare con la proteina causando, appunto, veri e propri disturbi metabolici.

I concentrati vengono normalmente digeriti nello stomaco e assorbiti nel piccolo intestino, mentre il fieno attraversa velocemente lo stomaco per venire digerito più avanti, nel grosso intestino, dove viene aggredito dai miliardi di batteri deputati alle fermentazioni e dunque alla digestione della cellulosa. L’insieme di tutti i batteri “buoni” del grosso intestino viene chiamato microbiota, ed è responsabile della salute del complesso apparato gastroenterico del cavallo e non solo: il microbiota intestinale, infatti, è stato abbondantemente studiato anche in medicina umana perché sembra avere una rilevanza importante sullo stato di salute generale degli individui, sia uomini che animali.

Razioni troppo abbondanti di mangime sono difficoltose da digerire per il cavallo; in natura il cavallo mangia per circa 18 ore al giorno e il suo stomaco, relativamente piccolo, non è mai completamente vuoto ma neanche completamente pieno. Non essendo fisiologicamente strutturato per accogliere pasti troppo abbondanti di cereali, il rischio è che non vengano digeriti adeguatamente e assorbiti nella giusta sede, il piccolo intestino, raggiungendo così il piccolo e grosso colon e l’intestino cieco, dove causando un aumento del PH sono responsabili della morte di molti batteri del microbiota.

Questi batteri sono molto sensibili anche alle improvvise modificazioni della dieta. Per questo motivo eventuali modifiche andrebbero fatte sempre in modo graduale, proprio per evitare eventuali dismicrobismi intestinali; le alterazioni del microbiota intestinale sono causa di fermentazioni anomale e della conseguente produzione di gas responsabile di ricorrenti mal di pancia.

L’eventualità che avvengano queste alterate fermentazioni nel grosso intestino o che una cattiva digestione possa causare problemi allo stomaco come gastriti e ulcere, ci fa capire quanto sia importante non esagerare nel fornire al cavallo troppi carboidrati in singole razioni troppo abbondanti. Dividere la quantità quotidiana di mangime in più razioni è sempre un’ottima strategia.

In commercio c’è un’ampia offerta di mangimi bilanciati adatti ai vari tipi di cavallo e al tipo di attività che gli si richiede, che sia lavoro, riproduzione o anche solo riposo, magari in età avanzata. I mangimifici in genere creano questi prodotti avvalendosi di alimentaristi e software specifici, che basandosi su ricerche scientifiche, hanno dimostrato quali siano le reali esigenze nutrizionali delle varie categorie di cavalli.

Per scegliere un buon prodotto, non bisogna solo fermarsi a leggere il cartellino sul sacco di mangime, perché a parità di componenti (proteine, vitamine, grassi, cellulosa…), un prodotto può essere davvero molto diverso da un altro; un mangime non deve essere confezionato con i sottoprodotti delle materie prime ma con “le” materie prime certificate di buona qualità.

Un mangime va scelto facendo un’attenta analisi di cosa offre il mercato, facendosi consigliare dal veterinario, o da cavalieri e proprietari di scuderie o allevamenti “vincenti” in termini di salute, condizione generale dei cavalli e risultati sportivi, non solo in funzione del prezzo.

A parità di prestazioni, la quantità necessaria a un cavallo in lavoro di un mangime di qualità è molto minore rispetto a quella di uno più scadente, a dimostrare quanto comprare mangimi che costano poco, alla fine, non comporti mai un vero risparmio.

Se per il vostro cavallo il mangime utilizzato in scuderia, anche se di qualità, non sembra essere sufficiente, potrete utilizzare un nucleo, un’integrazione alimentare concentrata da addizionare alla normale razione, anche un semplice fioccato; con una piccola quantità di prodotto, il nucleo riesce a fornire al cavallo quelle integrazioni di cui ha bisogno, in termini di proteine, vitamine e sali minerali. In questo modo non ci sarà necessità di aggiungere calorie alla dieta e dunque “scaldare” troppo i cavalli con i cereali per averli belli, sani e comunque attivi.

Cavalli in lavoro, in crescita e anche cavalli anziani a riposo hanno sicuramente esigenze molto diverse tra loro ma tutti, in una realtà come quella italiana, dove si produce un fieno molto poco nutriente, non possono fare a meno del concentrato nella dieta per poter star bene. Anche gli anziani, a cui spesso viene dato solo il fieno, hanno invece bisogno di un mangime che li sostenga adeguatamente perché dopo una certa età hanno tutti problemi di assorbimento dei nutrienti legati ad un apparato gastroenterico che non lavora più a pieno regime.

Anche per i cavalli che hanno malattie come la sindrome metabolica o il Tying up oppure problemi gastrici o intestinali ricorrenti, e che quindi dovrebbero mangiare diete povere di cereali perché troppo ricchi di carboidrati, oggi ci sono mangimi specifici a basso tenore di zuccheri e più alti di grassi, che permettono comunque di sostenere il cavallo dal punto di vista nutrizionale, qualsiasi siano le sue esigenze. I grassi forniscono energia addirittura superiore a quella dei cereali senza le controindicazioni che abbiamo visto sopra.

Tutto questo per ribadire un’ultima volta quanto sia importante avvalersi di cibo adeguato in ogni situazione, e che quando un cavallo è brutto e magro la prima cosa da valutare è sempre e comunque la dieta, che potrebbe aver bisogno di essere rivista. Chiedere consiglio al veterinario, che probabilmente vi farà fare degli esami del sangue, o ad un alimentarista, specificando il problema del cavallo e la sua attuale alimentazione, in molti casi può essere addirittura illuminante oltre che risolutivo per tantissimi problemi. Attenzione però, la dieta, oltre a dover essere giusta per il cavallo, dovrà essere somministrata nelle giuste quantità, in più pasti al giorno dati ad orari che siano più o meno gli stessi tutti i giorni. Se è necessario aumentare le calorie è sempre bene ricordarsi che è molto meglio per il cavallo ricevere un pasto in più piuttosto che lo stesso numero di pasti più abbondanti.

Troppo spesso mi è capitato di incontrare cavalli a cui davano vagonate di integratori costosissimi o addirittura farmaci a base di omeprazolo per curare lo stomaco, nel tentativo di risolvere un problema che con una dieta adeguata e un po’ di pazienza poteva essere risolto con una spesa decisamente più contenuta.

Carlotta Caminiti DMV

Centro Veterinario Equino Le Cicogne
www.lecicogne.com

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