6 cose da non dire in una Segreteria di concorso

0 di MaddaVi

Non ci sarebbe alcun concorso ben organizzato senza una buona ed efficiente Segreteria.

Tuttavia, dove c’è una segreteria, ci sono anche molti (troppi) episodi di negligenza o di poca serietà ed educazione da parte di alcuni dei cavalieri iscritti ad un evento.

Ecco quindi 6 cose molto scortesi e che sarebbe meglio non dire (o fare) a chi lavora in Segreteria.

 1. Chiamare dicendo “So che sono le 9:30 di sera e la gara è domani mattina, ma sarebbe possibile cambiare il mio orario/l’ordine di partenza?”

Partendo dal fatto che è già una mancanza di rispetto enorme telefonare dopo le 8 di sera a qualcuno che non si conosce, se questo qualcuno lavora pure per organizzare al meglio gli eventi della mattinata successiva allora si sta facendo proprio un brutto scivolone. Se si hanno problemi organizzativi (salvo imprevisti gravi) sarebbe meglio farlo presente o quantomeno informarsi personalmente in segreteria il giorno prima ad orari civili.

 2. non presentarsi al concorso

La buona educazione richiederebbe quantomeno un avviso, anche ad orari scomodi, della modifica dei propri piani.

 3. rendersi disponibili come volontari e poi scomparire accampando scuse più o meno originali.

Se si dà la propria disponibilità, sarebbe utile evitare di organizzarsi la giornata diversamente non mantenendo fede alla parola data. Una promessa è pur sempre una promessa.

 4. “lei non sa chi sono io”

O forse lo sa benissimo ma è un’informazione assolutamente inutile. Abbaiare come un cane arrabbiato è veramente una mancanza di rispetto. Commettere errori è umano e si può sempre discutere con garbo e calma in privato, invece di mettere in scena uno spettacolo poco gradevole in pubblico. Se invece non si tratta di errori ma di mere pretese, una doccia di umiltà spesso sarebbe molto utile per riassestare gli animi più accesi.

 5. “posso pagare la prossima settimana?”

A rigor di logica, perché iscriversi ad un evento se non si è in grado di pagare l’iscrizione?

 6. Gratitudine, questa sconosciuta

“Grazie” è purtroppo una parola rara che spesso viene data per scontata.

 

fonte: H&H